Museo Rosenbach: Zarathustra (1973)
Non doveva essere piacevole in pieno clima Underground essere etichettati come "fascisti", anzi: sappiamo benissimo che chi lo era realmente, o solo sospettato di esserlo, veniva sistematicamente tagliato fuori da qualunque circuito artistico alternativo.
Il concetto di "Dio, patria e famiglia" infatti, mal si azzuppava con i dogmi rossi della conflittualità, della trasgressione e del "nuovo ad ogni costo" che albergavano nella musica Prog e nei suoi adepti.
Quindi, che piacesse o no, gli anni 70 furono un periodo in cui era meglio prestare attenzione non solo alla normale dialettica, ma soprattutto alla valenza delle proprie provocazioni.
Una scelta poco azzeccata poteva condurre all'ostracismo e questo fu proprio ciò che accadde ad un quintetto di Bordighera: i Museo Rosenbach.
Nati nel 1971 dalla fusione della "Quinta Strada" e del "Sistema" (uno dei primissimi gruppi a suonare Prog in Italia che comprendeva anche il futuro Celeste Leonardo Lagorio), i cinque iniziarono subito le attività chiamandosi "Inaugurazione Museo Rosenbach", proponendo covers straniere e facendo da spalla a gruppi di una certa rilevanza quali Delirium e Ricchi e Poveri.
Il loro nome, scelto dal bassista Alberto Moreno, significava letteralmente "ruscello di rose" e pare fosse ispirato a quello di un non meglio precisato editore tedesco
Nel 1972, la successiva scelta di comporre materiale originale, spinse la band a contrarre il nome in "Museo Rosenbach" e contemporaneamente provocò un contratto con la discografica Ricordi, già avvezza al Progressive per via del Banco, Hunka Munka e della Reale Accademia di Musica.
Il risultato che vide la luce nel 1973 è considerato a tutt'oggi una della pietre miliari del Prog italiano, "Zarathustra": composto su musiche di Moreno, testi del collaboratore esterno Mauro La Luce, inciso presso i professionalissimi Studi Ricordi e orchestrato dallo stesso Museo.
Musicalmente il disco si divide tra una lunga suite omonima che occupava tutto il primo lato e tre brani anch'essi in puro stile Prog sulla facciata cadetta.
Come ormai tutti sappiamo, l'album era un capolavoro e avrebbe meritato una massiccia diffusione non solo nazionale ma planetaria, come dimostrano ancora oggi le numerose manifestazioni d'affetto da ogni dove.
Qualcosa però andò storto e qui mi ricollego all'inizio di questa scheda.
Di fatto, nella drammatica copertina di Wanda Spinello che ritraeva un collage dal volto umano in stile Arcimboldo, appariva chiaramente sulla mascella destra un busto di Mussolini.
Apriti cielo!
Il Museo Rosenbach era finito ancora prima di cominciare.
A nulla valsero le spiegazioni del celebre designer Cesare Monti che sosteneva la tesi della mera provocazione e che, in fondo, la figura di Zarathustra era intesa come "colui che anelava al bene attraverso la meditazione e la natura."
La sommatoria "busto del Duce + testi di Nietzsche" provocò l'immediato allontanamento della band non solo da tutto il nascente movimento Controculturale, ma persino dalla Rai che, a scanso di grane, rifiutò loro qualsiasi apparizione promozionale.
Dopo la partecipazione al Festival Nuove Tendenze di Napoli nel 1973 e comunque duramente pressato da un'opinione pubblica avversa, il Museo si sciolse durante la preparazione del secondo disco e dei Rosenbach anni ' 70 non rimarrà che un rarissimo album a cinque stelle e qualche raccolta postuma pubblicata negli anni '90.
Golzi intanto, sarebbe andato a formare i Matia Bazar con ben altro indotto economico.
A parte l'ineccepibile sound di "Zarathustra" di cui vi rimando alle numerose recensioni esistenti, per questa volta mi premeva solo rimarcare di come un tempo, certi items extra-musicali fossero assolutamente fondamentali per le sorti di un gruppo, di un artista o di un qualsiasi autore e lo zeitgeist, si sa, è uno dei valori necessari per comprendere anche il più piccolo parto dell'ingegno umano.
Il 1973, per intenderci, era un'epoca in cui solo girare per una strada "sbagliata" vestiti in maniera "inopportuna", o con sottobraccio un giornale "non allineato" (sia da una parte che dall'altra), voleva dire provocare un conflitto anche tragico.
Altro aspetto evidente è che, allora come oggi, i musicisti non avessero certamente il pieno controllo della propria opera.
Di fatto, non sapremo mai cosa sarebbe successo se qualcuno della band si fosse accorto di cosa conteneva quella dannata copertina.
GRAZIE ALL'AMICO ALBERTO MORENO PER LA STIMA E PER L'AMICIZIA
41 commenti:
Grazie per questa analisi che considero azzeccata! Alberto Moreno
LO so mi attirerò le ire di mezzo mondo....ma quest'album è un buon album ha degli ottimi picchi ma capolavoro no! Gli manca quel qualcosa, non scorre fluido a mio modo di vedere.
Però magari mi sbaglio....lascio uno spiraglio aperto per quest'album.
Ciao!
Erano anni in cui il politico era il quotidiano e le contrapposizioni(scontri)erano all'ordine del giorno.Non vi erano posizioni "trasversali"o si era da una parte o dall'altra.Ovvio pertanto che chi apparteneva alla "controcultura"non avrebbe mai accettato un qualcosa che potesse appartenere alla controparte.Non si apprezzava l'arte per l'arte,ma l'arte al servizio dell'ideologia.Ciò danneggiò molti capolavori come quello in questione.
sentito tutto questo stupendo zarathustra solo che ho notato un putno nero che si nota subito: la voce.
tanti reputano quella di galifi una bella voce ma io latrovo troppo rozza e poi quella sua pronuncioa non la reggo proprio.
cmq parti strumentali superbe ke rendono questo disco un capolavoro
ciao francesco
Questo è veramente un disco ottimo, e non abbastanza conosciuto. Io lo ascolto spesso, lo trovo fra l'altro curatissimo, musicalmente parlando, e con testi buoni (raramente accade nel prog italiano... vedasi gli Alphataurus che secondo me erano musicalmente ottimi ma che avevano testi involontariamente comici).
Il disco in effetti è notevole. Il rammarico è che se il gruppo non fosse stato processato in modo così idiota probabilmente avrebbe prodotto un secondo ed un terso album, forse anche più interessanti del primo...
Immagino che se Battisti non avesse raggiunto un certo successo qualche anno PRIMA della "controcultura", oggi non potremmo (ri)ascoltare tanti piccoli gioielli musicali firmati Battisti-Mogol.
Sicuramente un grande disco. L'unico neo ke trovo.....è ke i tre pezzi del lato B siano molto (forse troppo) simili tra loro.....ed alla lunga questo secondo me può "stancare" l'ascoltatore.
Comunque grandi i musicisti e grande anke il cantante......la lunga suite del lato A è tra le migliori partorite nel ns. bel paese.
Magari avessimo avuto più gruppi preparati così.
Mi sembrano anke validi i testi, cosa da non sottovalutare qui in Italia. Ben pochi gruppi nei 70 son riusciti a proporre delle liriche valide.....
E' triste pensare ke la loro collocazione politica (o la loro presunta tale) potesse essere in grado di "ammazzare" sul nascere un gruppo pur valido come questo.
La politica secondo me dovrebbe stare fuori dalla musica....son due "binari" paralleli ke non si dovrebbero mai incrociare.....
alex77
Ovviamente, come disse Galifi in un'intervista, sarebbe bastato leggere i nomi fatti tra i ringraziamenti del disco per chiarirsi le idee sulle loro simpatie politiche (Billy Grey, Bambi Fossati, Guccini, Venditti e tanti altri). Per fortuna, in realtà, la qualità del disco ha vinto e superato nel tempo le sue accuse e oggi è universalmente riconosciuto come uno dei migliori album di Rock-Sinfonico italiano. A mio parere a ragione: belle le musiche, gli arrangiamenti, i ritmi, i timbri e le dinamiche, buoni i testi e mi piace anche la voce, con un italiano che per altro secondo me non stona con la musica e la arricchisce nei momenti giusti. Volevo sottolineare che in realtà i dischi postumi sono tre, tutti usciti lo stesso anno per la Mellow: "Rare and unreleased" (con demo del 1972), Live 72 (concerto di quell'anno) e "Rarities" (con demo sempre del 1972 ma diverse!) che però esiste solo in vinile e perciò meno diffuso.
Presto acquisteró la nuova edizione in vinile della Sony... forse sia il mio preferito del progressivo italiano!!
Amico Edulms, sincerati che il vinile sia stato ristampato dalle matrici originali e non dai CD.
Per ora, le ristampe in vinile che ho comprato io, a parte pochissime eccezioni, fanno tutte piuttosto schifo.
ADA e DDA.... che grandi cagate. È capitato anche col Biglietto per l'inferno questo scherzo, tant'è che mancano i famosi 2/3 minuti tagliati nella versione CD. Purtroppo sti stronzi non te le scrivono nemmeno le fonti o i processi usati.
Infatti.
Senza fare nomi, pensa che possiedo un Picture Disc dei Pink Floyd ristampato di recente, che è stato inciso addirittura alla velocità sbagliata! Confrontato con l'originale suona mezzo tono sotto.
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PS:Una cortesia.
Anche se avete mille volte ragione, evitate il turpiloquio. Ve lo chiedo come un favore personale.
Grazie per l'informazioni amico Anonimo.
Come hai letto sul mio blog, uno dei miei italiani preferiti.
Andy
http://progblog.splinder.com/tag/museo+rosenbach
La mia rece
Andy
Per me rimane un disco molto scorrevole,non riesco a trovare assolutamente dei difetti.Bello,bellissimo!
Il fatto che Nietzsche fosse stato ispiratore dei concetti di estrema destra era una credenza che andava in voga in quegli anni in cui gli scontri politici erano all'ordine del giorno.Davvero un gran peccato,avrebbero meritato un'altra chance
Caro JJ , potresti dire qualcosina in piu' sulla musica del Museo ... mi sono accorto che nel fervore di descrivere l'ostracismo subìto dal gruppo hai (volutamente) tralasciato ogni commento sull' esecuzione musicale dei ragazzi di Bordighera...Lo so che ci hai rimandato ad altre recensioni...in altri siti....ma qualche parolina Tua....non guasterebbe...ciao Pino...
OK Pino, metto in nota.
Museo Rosembach,grandioso disco de rock progressivo italiano!!!Amo este super trabalho.
Escutem www.eldopop.com.br
Listen www.eldopop.com.br
I´m from Brasil.
amsterdam_focus@homail.com
ciao ouvintes do rock progressivo.
Abraços,
Halfeld Carioca
Disco davvero superlativo,perfetto dalla prima all'ultima nota!
I testi sono interessanti e suggestivi,il cantato è ottimo e si addice splendidamente al sound del gruppo(che unisce splendidamente parti sinfoniche ad altre più dure e spigolose,senza mai essere troppo invasive).
Grandissima anche la prova di Golzi alla batteria.
Peccato solo per quella piccola incomprensione legata alla copertina...
Denis
Un pò scopiazzato a dx e sx (ELP King Crimson etc) ma tutto sommato non male, diciamo pure interessante
Capolavoro. Dall'inizio alla fine. In tutto e per tutto.
Peccato per quella maledetta copertina, avrebbero avuto una visibilità pari alla PFM e al Banco secondo me... perché non sono neanche ardui da ascoltare... :)
Quando acquistai l'album non feci molto caso al patchwork in copertina, peraltro piuttosto brutto a mio parere, fui invece folgorato dalla qualità del lavoro nel suo insieme. Si tratta certamente di uno dei capolavori del prog made in Italy e tutte le polemiche sollevate per quel particolare del busto... beh, banali appunto, fra me e l'ideologia di destra c'è un abisso e quel particolare non lo ho mai preso in considerazione, va detto anche che il filosofo tedesco quando parlava di superuomo non si riferiva mai ad un qualcosa riferito alla presunta superiorità razziale. E'un vero peccato che il Museo abbia dovuto chiudere i battenti prematuramente, ma in quegli anni accadeva anche questo purtroppo.
Caro JJ ho la possibilità di acquistare un edizione originale del disco vg+/vg+ a 350€:che ne pensi?Grazie,complimenti per il sito!!!
Il prezzo va bene ma sincerati delle condizioni. Vg+ vuol dire tutto e niente.
Ma il gruppo non la vide mai la copertina prima che il disco fosse pubblicato??????!!
x Filippo:
Ho provato a girare la domanda al sito del "Museo" di cui avevo conosciuto tempo fa Alberto Moreno ma, ahimè, la mail non è più quella.
Spero che Alberto si faccia vivo con noi per risponderci, ma intanto ti do il link di questa intervista che credo sia abbastanza illuminante:
http://www.rockline.it/intervista/museo-rosenbach
Album perfetto, che vive nella circolarità della traccia letteraria, perfetta anch'essa (chiamarlo "testo" sarebbe offensivamente riduttivo!), che si sviluppa lungo tutto il lavoro.
Grande l'impatto d'insieme, curatissimi gli impasti sonori, bellissime le tracce melodiche, molto ben calibrate le progressioni...
Che dire, a mio avviso, un disco sbalorditivo: ancora oggi, a distanza di anni e anni dal suo primo ascolto.... ancora mi seduce!
Ciao a tutti,
volevo chiedervi una consulenza. Quanto potrebbe valere la ristampa booteg coreana?
Grazie a tutti
Guarda Ignazio, la ristampa giapponese della Seven Seas fluttua oggi tra i 70 e i 110 euro.
Quella coreana non lo so.
Mi sai dire almeno la casa discografica e il n° di catalogo?
Ragazzi, questo è un capolavoro o giù di lì, certo, non è genuinamente mediterraneo come un disco degli Osanna, non è sperimentale e destrutturante come uno degli Area, strizza l'occhio al filone anglofono, ma di sicuro è un disco prog con i controca**i...
uno dei miei dischi preferiti in assoluto, anche perchè poi mi son preso a cuore la crocifissione insensata del gruppo da parte del movimento, di cui ho già ampiamente scritto...
ottima recensione comunque e come sempre...
roberto
Ciao JJ Jhon, in rete non ho trovato niente del genere. Una riga soltanto sul sito di Croce. Tra l'altro non ho neanche il disco sottomano.
Golzi torrenziale alla batteria e Pit Corradi sugli scudi con il Mellotron.
Ignazio scusa ma al momento ho troppo poche indicazioni e non posso esserti d'aiuto.
Semmai, se tu possedessi questo disco, mandami privatamente delle foto o comunque dammi maggiori dettagli.
Altrimenti, davvero, non posso essere più preciso.
Aspetto tue.
John
Sono 2 giorni che non vedo commenti su questo blog, così sono ben felice di rompere il ghiaccio. :)
Trovo che quest'album sia fantastico, l'ho ri-ascoltato stamattina e l'ho trovato sensazionale, secondo me il testo di "Zarathustra" è uno dei picchi del prog italiano, e poi vogliamo mettere il "vivo il superuomo"? Galifi ha un fiato incredibile.
@aliante: suoni per caso la batteria? :)
Ops, ho Nuovamente dimenticato di firmarmi. :D
Edoardo
No Edoardo, non sono un musicista.
La batteria l'ho suonata un po' per gioco quando avevo 14 anni nel 1985.
Semplice: degli amici "non musicisti" come me, malati dei Pink Floyd, avevano messo su una specie di band e sognavano in grande.
Il mio ruolo era quello del grafico, visto che mi piace disegnare e così mi occupai del logo e della copertina (non chiedermi il nome della band, perchè ahimè l'ho dimenticato).
I ragazzi andavano a provare in un oratorio dove c'era una batteria ed io a volte in assenza del batterista li raggiungevo e mi divertivo un po'facendo del gran baccano!
Mi ricordo che l'unico musicista "vero" era il chitarrista, che infatti poi è diventato professore di chitarra classica, però ci siamo persi di vista.
Comunque ho sempre avuto la passione per basso e batteria.
In generale la sezione ritmica è la prima cosa che mi colpisce in una composizione e nel Prog. Italiano c'è veramente da sbizzarrirsi!
Concordo con te, la sezione ritmica del prog è fantastica. Tra l'altro io sono un grande appassionato di metal, e la prima volta che ho ascoltato un album prog sono rimasto sbalordito dalla sezione ritmica, con batteria e basso che non si limitano solamente a tenere il ritmo, ma in un certo senso oserei dire che "dirigono" la musica, non so se mi spiego.
Tanti saluti, Edoardo. :)
Capisco quello che intendi Edoardo e mi trovi d'accordo.
Io penso che il Prog sia uno dei generi musicali dove il bassista e il batterista hanno più peso a livello compositivo, non limitandosi a tenere il tempo, ma bensì "colorando" i pezzi con intuizioni e fantasia alla stregua di chitarre e tastiere.
Pensa che Lucio Battisti, grande studioso e cultore del ritmo, addirittura sosteneva che "nasce tutto da li".
Anche nei primi album solistici di Peter Gabriel (in particolare il terzo), c'è una grossa ricerca sui ritmi.
Io poi mi sono autonominato "Aliante"
in onore del bellissimo (per me) spunto ritmico di Michi Dei Rossi ( molto "Bill Bruford" in questo caso).
E poi perchè l'aliante che vola nel cielo in maniera pulita e senza rumore, mi ricorda il nostro amato Prog con i suoi suoni immaginifici che fanno viaggiare la mente.
Aspettiamo i prossimi sondaggi...
Ciao Edoardo.
Un abbraccio a tutti.
Devo dire che avevo intuito l'origine del tuo nick. :D
Anch'io penso che Michi sia un grande anche se il pezzo che citi non lo ascolto da un po' dato che ho ecceduto con gli acquisti discografici ultimamente. :D
L'altro ieri ho ascoltato "In Concerto" e devo dire che "Truck of Fire" mi ha fatto una gran bella impressione per la batteria.
Ho visto inoltre che prossimamente John organizzerà i sondaggi per basso e batteria; anch'io come te penso che voterò Capiozzo, ma se si potessero esprimere 2 preferenze non saprei chimscegliere tra i tanti musicisti nominabili, forse Calderoni, ma non ne sono sicuro...
Un abbraccio e buonanotte, Edoardo. :)
Grandissimo disco. Che c'entra la politica? Ci importa qualcosa se Bach era di destra o di sinistra? La sua musica è immortale e lo sarà sempre. Immortale sarà anche questo disco. Amen;-)
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