New Trolls: Senza orario, senza bandiera (1968)
NEI COMMENTS: INTERVENTO DI UGO MANNERINI
Le origini dei New Trolls si perdono nel lontano 1965 quando il pianista livornese Pino Scarpettini, trasferitosi a Genova per completare gli studi di composizione e orchestrazione presso il conservatorio Niccolò Paganini, conosce nel quartiere di Sturla il chitarrista Vittorio De Scalzi, figlio del suo albergatore.
Pino chiama Vittorio a suonare nel suo gruppo "Gli Astratti" ma dopo poco tempo i due musicisti formeranno una band a sé che si chiamerà prima "The Goldfingers" (dal nome del film di James Bond uscito l'anno prima) e infine "The Trolls", ispirandosi al nome di un pupazzo raffigurante il mitico gnomo nordico, notato per caso in un negozio nei vicoli di Genova.
Dopo due anni di successi ("1° Torneo Rapallo Davoli" e "Complessi per l'Estate"), tre singoli e numerose apparizioni pubbliche, i Trolls si sciolgono e il solo Vittorio prosegue la carriera chiamando accanto a se il chitarritsta-vocalist Sergio Blandini (poi sostituito da Nico di Palo), il tastierista Renato Rosset (poi sostituito da Mauro Chiarugi), il bassista Giogio D'Adamo, il batterista Gianni Belleno e dando ad una nuova formazione il nome di New Trolls.
La diceria secondo la quale il gruppo fosse stato assemblato attraverso una classifica dei migliori strumentisti genovesi del '67, è stata ripetutamente smentita dallo stesso De Scalzi.Esattamente com'era successo per i Trolls, anche i New Trolls iniziano immediatamente a mietere consensi ed affascinare il pubblico con il loro beat-psichedelico: pubblicano 3 singoli di successo, vincono il Festival di Rieti, partecipano con "Visioni" al "Disco per l'Estate 1968" vendendo oltre 200.000 copie e vengono scritturati come gruppo spalla nella tournèe italiana dei Rolling Stones.
Finalmente, il 23 ottobre del 1968 arriva anche il loro primo album col quale riusciranno mirabilmente ad amalgamare il loro sound con la più raffinata musica d'autore.
Pubblicato dalla Fonit-Cetra e dotato di un'azzeccata veste grafica (il disegno di copertina è opera del pescatore, pittore e poeta dialettale "Bunny"), il disco porta il nome di "Senza orario, senza bandiera" e può essere a tutti gli effetti considerato il primo "concept-album" italiano laddove senza soluzione di continuità, tutti i brani sviluppano un solo tema portante: la visione del mondo agli occhi di un poeta. Un viaggio che potrà compiersi solo attraverso l'osservazione ragionata delle cose, ma senza che queste vengano travisate dalla fede.
Ad occuparsi dei testi ci sono due figure di spicco: il poeta libertario Riccardo Mannerini e il cantautore Fabrizio de Andrè che all'epoca ha già al suo attivo almeno sette singoli e quattro Lp.
A parte per soli tre brani ("Susy Forrester" di De Andrè, "Padre O'Brien" di De Andrè-Leva e "Al bar dell'angolo" di D'Adamo) tutti i testi sono tratti da bozzetti originali del Mannerini che Fabrizio adatta alle musiche di De Scalzi e Di Palo, con la sola eccezione di "Signore io sono Irish", al cui arrangiamento metrico colabora il M° Gian Piero Reverberi.
Il risultato finale è una straordinaria "antologia" di luoghi, eventi e persone in cui ciascuno dei 10 brani è allo stesso tempo un'esortazione alla vita e alla libertà di pensiero.
Tecnica, esecuzione, incisione, arrangiamenti e produzione sono assolutamente impeccabili.
Dopo l'introduttiva "Ho veduto" che ben fotografa la concezione del viaggio come percorso mentale (i luoghi geografici sono solo un pretesto), ecco che appaiono in sequenza tutti i personaggi della storia, sospesi tra desiderio e realtà e restituiti con lo stesso concetto che De Andrè trasporrà nel contrasto vita-morte in "Non al denaro, non all'amore ne al cielo".
C'è il newyorkese William che sogna di comprarsi una strada, Irish che prega Dio perché gli doni la fede pur sapendo che questa non potrà mai sollevarlo dalla dura realtà, Susy Forrester la cui bellezza viene poco a poco scalfita dalle ingiurie del tempo, Joe che ricorda la guerra ripudiandola, Padre O'Brien che invoca la pietà pur sapendo che anch'essa ha bisogno di denaro per realizzarsi e infine Tom Flaherty, l'eterno innamorato che però non avrà mai il coraggio di dichiararsi.
Se la poetica del disco è sublime, la musica non è da meno: ci sono sì riferimenti ai Beatles e larghi e ieratici arrangiamenti di stampo barocco ma, coma fa notare Dario Piccotti, "semplici ma mai banali nella loro costruzione armonica".
Grazie soprattutto al lavoro De Andrè', persino le allusioni politiche traspaiono sempre in forma traslata e senza mai aggredire l'ascoltatore, aumentando alfine quella conflittualità che premierà l'album con un'enorme mole di consensi nel mondo giovanile.
A conti fatti, probabilmente gli unici che non riuscirono a catturare l'eredità intellettuale di questo capolavoro furono proprio i New Trolls, ma la loro operazione culturale e i concetti espressi in "Senza Orario, senza bandiera" posero le basi del nascente Progressive Italiano.
12 commenti:
Analisi senza macchia e senza paura...poco da aggiungere, il poeta anarchico Mannerini elaboro' le sue "poesie" da "fatti realmente accaduti" sulla sua pelle...ecco la parola che ogni tanto esce fuori...alchimia....trovarsi li al momento giusto con le persone giuste...nasce cosi un "capolavoro italiano"...un disco a parte nella storia musicale italiana, un disco trasversale direi io...pochini i difetti, io non ne vedo, all'ascolto del disco...so che alla fine dell'anno uscirà un cd di De Scalzi con delle poesie di Mannerini, tutto gestito dal figlio Ugo Mannerini e sua madre...conoscendo la classe di De Scalzi son convinto che ascolteremo un ottimo disco...Pero'...I NT quanto talento sperperato nella loro carriera......ciao
Mannerini meritava di più dalla vita. Ebbe una vita - lui sì- da vero anarchico e nel disco c'è molto più di lui che di De Andrè.
(ofvalley)
@ Taz
Sei stato gentilissimo, ho appena ascoltato e la qualità è buona davvero. Ti rispondo qui perchè vedo che ci passi spesso. Sono sempre a tua disposizione se hai bisogno di qualcosa.
Andy
Sicuramente OF...e questo Faber la sempre riconosciuto!....tra anarchici.....Andy son contento, dimmi te se vuoi altro.ciao, ogni tanto passo anche di la.
Che disco intramontabile...che si può dire? FANTASTICO!
Mi fa piacere che si inizia a sentire un equilibrio.
Sottolineo che Reverberi ha lavorato all'arrangiamento metrico di Signore Io sono Irish. Muovo una critica minima a quanto leggo sopra: sembra quasi che sia lui, in prima persona ad aver scritto il pezzo.
Mi scuso se appaio puntiglioso.
Ugo Mannerini.
www.riccardomannerini.it
P.S. grazie ancora a tutti gli amici che si occupano di questo lavoro che è Senza orario senza bandiera.
Grazie Ugo, è per me un onore la tua presenza su Classic Rock. Ho corretto la forma in modo che non vi siano fraintendimenti.JJ
Hi from Mexico City, I like this blog very much, this is exelente and information good, but I don't
know if I can to download. because
I can't see the link. Good see you later and thank.
Hy Brother,
i'm sorry but italian laws do not permit to publish direct download links.
Honestly I would like to , but the risk is to have the site closed.
i new trolls... che gruppo straodinario! meglio di tanti blasonati gruppi inglesi- memorabile LP zenza orario e zenza badiera ma concerto grosso N1 è stato zenza dubbio il lavoro più interessante di questo stupendo gruppo italiano- è stato stroppo sottovalutato anche dalla stampa specializzata ed a mio avviso i loro dischi meritavano i primi posti nelle classifidace internazionali sia come innovazione, composizione, arrangiamento con una superbe esecuzioni di tutti i componenti con sopra le righe Nico di Palo.
be ... pazienza- rimangono fortunatamente le loro incisioni!
No sé ni que es lo que dice el artículo, pero nada mas falta escuchar este disco para saber lo precioso que es el sonido de New Trolls.
Buen disco!
Olà Escucha tambien los tres discos seguentes, "Concerto grosso n°1", "Searching for a land" e "Ut".
Por traduzir mas o meno l'artigo en Espanol, tem o traductor de Google no fundo da pagina a esquerda.
Desculpe mi espanol mas, istoé.
Ciao JJ
Posta un commento