Pooh: Contrasto (1968)

pooh contrastoUN POST PIU' PER COLLEZIONISTI CHE PER FANS DEL PROGRESSIVO, MA CHE DESCRIVE BENE COME SI MUOVEVA UN CERTO AMBIENTE DISCOGRAFICO DELL'EPOCA.


Sicuramente non deve essere stato piacevole per un dirigente discografico perdere una miniera d’oro come i Pooh.
Certo è che con la pubblicazione dell'album “Contrasto”, il boss della Vedette Armando Sciascia fece una mossa decsamente sciagurata.
Essa infatti si rivelò non solo un flop commerciale, ma compromise in modo irreparabile i rapporti con la talentuosa band bolognese.

Siamo nel luglio del 1968 e nel giro di due anni i Pooh sono diventati piuttosto famosi: hanno già all’attivo un Lp (“Quelli come noi”) e cinque singoli di cui l’ultimo del febbraio 68 diventa un monolite della discografia italiana: il vendutissimo “In silenzio”/”Piccola Katy”, prodotto di malavoglia dallo stesso Sciascia che però dovette rapidamente ricredersi.

Sta di fatto che dopo il successo di quel 45 giri, gli impegni dei Pooh aumentarono esponenzialmente così come le richieste di nuovi brani, alchè la band partì per un tour promozionale che comprendeva serate, interviste e apparizioni televisive come quella a “Settevoci” su invito di Pippo Baudo.

Mentre i quattro ragazzi erano assenti però, al marketing della Vedette venne un'idea geniale: pubblicare un nuovo 33 giri per sfruttare il successo di Piccola Katy: una trovata commercialmente attendibile se non fosse per il fatto che non vi era sufficiente materiale per realizzarlo.

Sciascia e soci dunque, comiciarono a rovistare negli archivi della Vedette, finchè infine non raffazzonarono undici canzoni di cui due erano quelle del 45 milionario, due erano fillers che sarebbero state successivamente utilizzate come lato B dei 45 giri “Buonanotte Penny” e “Mary Ann” e le altre sette erano sostanzialmente demo, scarti e provini incompleti imbastiti in modo approssimativo e mixati ancora peggio.
Incurante della qualità complessiva del materiale, Sciascia confezionò il tutto in un album chiamato “Contrasto”, ne fece stampare circa mille copie numerate e il 5 luglio del 1968 il disco vide la luce sugli scaffali dei negozi.

pooh contrasto vedette 1968Tra l’altro, non essendo nè FacchinettiNegrini iscritti alla Siae, almeno 8/11 dei brani vennero firmati dallo stesso Sciascia sotto gli pseudonimi di H.Tical e di Pantros e dall’allora arrangiatore Francesco Anselmo, occasionalmente battezzatosi Selmoco.

Tuttavia, Negrini, Facchinetti, Goretti e Fogli ci misero meno di una settimana ad accorgersi di quella manovra e quando lo fecero, non solo andarono su tutte le furie, ma disposero l’immediato ritiro dell’album dal mercato: molte copie andarono al macero come in uso all’epoca per riciclare il vinile e il disco diventò rapidamente una rarità che oggi oscilla intorno ai 1800 euro.
A quel punto l'incidente sembrò chiusi, ma le cicatrici non si rimarginarono affatto.

E' vero che i Pooh tornarono in sala di registrazione per incidere il successivo Lp “Memorie(poi pubblicato esattamente un anno dopo), ma a quel punto i rapporti con la dirigenza della Vedette si erano incrinati
al punto che nei primi mesi del 1970, la band rescisse il contratto con la discografica milanese pur avendo ancora un album da onorare.

Facchinetti Negrini Goretti FogliPassati alla multinazionale CBS, avrebbero esordito il 28/4/1971 con un singolo ancora più venduto di “In silenzio(“Tanta voglia di lei”) e da quel momento si sarebbe spianata per loro la strada del mito.

Fortunatamente, non tutte le canzoni di “Contrasto” andranno perdute: “Il cane d’oro” diventerà “Buonanotte Penny”, “La leggenda della luna” comparirà in “Memorie” col titolo di “La fata della luna” in buona compagnia con “Mr Jack” che diventerà “Waterloo ‘70”.

Infine, alcune parti strumentali di “Contrasto” andranno a costituire l’ossatura della seconda parte del “Parsifal(1973) che a sua volta comprenderà anche alcuni frammenti tratti da “Un maiale per Ringo(brano ironico mai inciso sul tema degli spaghetti western) e alcune parti di una melodia che fu commissionata anni prima a Facchinetti per la colonna sonora del film “Questa specie d’amore”, poi affidata a Ennio Morricone.

Dall’eccellente sito di Michaela, “Pensieri nel blu, in cui sono pubblicati tutti i testi della canzoni di questo ed altri lavori dei Pooh, apprendiamo inoltre che: “Contrasto” venne inciso a Milano presso il “Sound Studio Cinelandia” di proprietà Vedette, che il tecnico del suono era Severino Peccherini, la cover fu curata da Domizia Gandolfi, le foto di copertina erano di Lionel Pasquon e che per la registrazione venne utilizzato per prima volta il sistema stereofonico Phonoscope process (?).

Ristampato più volte in Cd e in vinile, oggi “Contrasto” è alla portata di qualunque portafoglio.
A compensare la sua breve durata, l'edizione curata dalla "On sale music" di Italo Gnocchi include anche 7 bonus tracks.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Ho ascoltato "Contrasto" dei Pooh, in versione musicassetta anni fa (erano i primi '90): simpatica Waterloo '70 e molto sognante Buonanotte Penny.

Anonimo ha detto...

Dite tutto quello che volete,ma questo album con il prog non c'entra proprio nulla!!!

Anonimo ha detto...

nessuno infatti lo ha mai detto

Ekphrasys ha detto...

"Contrasto" è nella sua anapodittica imperfezione splendida... La preferisco e di parecchio a "Parsifal"...Con Facchinetti che si lima le unghie in contemporanea su: Pianoforte, Hammond, Clavicembalo e forse Farfisa...E contiene il primo (orripilante) assolo di dodi Battaglia, orripilante nell'esecuzione, ma pieno di Pathos...
Oh, era il 1968! Se avessero avuto a disposizione Abbey Road e George Martin avrebbe potuto diventare il Sgt.Pepper's italiano...Il canto del cigno del BITT italico e senza dubbio una delle sue migliori espressioni...